La Piazza Vittorio Emanuele

La piazza da sempre è considerata lo spazio socializzante per eccellenza, luogo privilegiato per le relazioni interpersonali, economiche, politiche e religiose. Le varie trasformazioni urbanistiche sono la chiave di lettura di uno sviluppo antropologico del “tempo”.


La “giovane terra nuova fiorentina”, per facilitare l’aggregazione nel libero comune, oltre che a ricercare un’unità sociale e politica (la franchigia dalle tasse per 10 anni e l’attribuzione secondo lo “status” delle case a schiera) ricercò anche l’unione religiosa e vi costruì la chiesa di San Piero. Oggi del tempio non rimangono altro che le due monofore che si vedono in via Vittorio Veneto ed i frammenti di affreschi conservati nella sala consiliare del palazzo comunale. Il commercio fu facilitato con la creazione di una loggia nel quadrato nord, ma nel 1863 il Consiglio comunale ne decretò l’abbattimento perché’ “detta loggia,- si legge nella delibera del tempo- oltre ad essere sudicia ed in pessimo stato”, “in tempo di notte, la maggior parte della gioventù vi scarica il ventre” “e altri inconvenienti che vi si verificano in fatto di moralità”. Unici documenti esistenti si presume siano due architravi collocate una sopra all’accesso dell’attuale ufficio dei vigili urbani e l’altra all’ingresso in casa Dei in via Cavour.

La cisterna di piazza, poi chiamata pompa, consentì l’approvvigionamento idrico alla popolazione fino al 1921, anno in cui il regime fascista completò l’acquedotto comunale e permise i primi allacciamenti. Causa l’incremento della viabilità e venuta ormai meno la funzione primaria, nel 1954 “si rimosse l’ingombro” gettando nella sottostante cisterna i cinquecenteschi bugnati di pietra.


Tolta l’acqua, arrivò la benzina e negli anni trenta il primo distributore Shell rifornì le poche Balilla e la corriera Dei.
Famosi negli anni della ricostruzione i “contraddittori elettorali ” fra i due maggiori schieramenti politici: la Democrazia Cristiana ed il Fronte Popolare. Subito dopo guerra fu aperto il circolo Enal con una sottostante sala da biliardo, ma con lo sviluppo del circolo Acli e dei bar privati, a metà degli anni sessanta venne chiuso.

La piazza centrale, ritenuta dai castelfranchesi il “salotto buono”, ha visto passare anche la carovana del 73° giro ciclistico d’Italia. Il 25 aprile di ogni anno, manifestazione di “Collezionismo di i eri e di oggi”.